Notizie

   

Iniziative

 VENERDI’ 11 DICEMBRE  2015

ORE 16,30

 

Lettura animata e laboratorio creativo della storia di

PEZZETTINO

di  Leo Lionni

per bambini dai 2 ai 5 anni

 ingresso libero

Il 30 settembre presso la sala della Società Operaia di Mutuo Soccorso la presentazione del nuovo libro di Giancarlo Mele dal titolo "La Martesana é bella anche in Bici" introduce Stefano Barlassina presidente dell'Associazione InMartesana.

SABATO   12 DICEMBRE  2015 ORE 17,00

 

Presentazione del libro

L’ALBERO  DI STANZE 

di  Giuseppe Lupo

Marsilio editore

 

UN MILLENNIO FINISCE E UN ALTRO COMINCIA UNA CASA DA SVUOTARE E DA VENDERE LA STORIA DI UNA FAMIGLIA VISSUTA CENTO ANNI

 

 

Giuseppe Lupo insegna letteratura contemporanea presso L’Università Cattolica di Milano e di Brescia. 

Collabora alle pagine culturali de “Il Sole 24 Ore” e di “Avvenire”. E’ autore di diversi romanzi che hanno disegnato il destino delle genti di Lucania, sua terra di origine, con i quali ha vinto importanti premi Letterari.

Sabato 7 novembre alle ore 21.00 
continuano i racconti di viaggio di Mauro Giubilei.
Questa volta ci racconta il suo recente viaggio in Russia.
L'attraversamento di uno stato che è quasi un continente tanto è grande.
Come sempre emozioni e sensazioni vissute in prima persona.
Non mancate

La Simona Scuri e el Lissander Brasca

insema cont la libreria ‘Il Gabbiano’ di Trez

e l’assoçazion InMartesana

 organizen la conferenza

 Un viaj intra galassie e bœgg neger

Reladora : Lia Sartori 

 

29/10/2015 Ore 21.00


Reladora : La Lia Sartori a l’è nassuda ind el 1990 e l’è orijinaria de Bosc Gurin (Texin). La lavora a un dotorad de recerca a l’istitut de Astronomia ind el ETH Zurig. L’ETH a l’è vuna dei Universitaa plussee important ind el mond per la recerca ind i scienze fisege (l’Albert Einstein l’ha insegnad lì dal 1912 al 1914).

La g’ha un Bachelor e un Master in fisega in su l’interazion intra i galassie e i bœgg neger e un segond Master otegnud a l’Universitaa de Concepción in Cile. 

Intra i so ativitaa a g’è anca la divulgazion scientifega in particolar per i fiœi, grazia a la soa cognossenza dei stelle, dei galassie e de l’univers.

La collabora cont la fondazion Schweizer Jugend Forscht qe la sostegn i jovin plussee studios ind el camp dei scienze fisege e cont el Museum Walserhaus de Bosco Gurin dedegad ai studi in sui popolazion Walser de la Svizera. A l’è anca maestra de sci.

DARIA COLOMBO, autrice Rizzoli, apprezzata per la sua scrittura “al femminile” coniugata con un forte impegno sociale e civile, che presenta il suo ultimo libro “Alla nostra età la nostra bellezza”.

1992. È in ritardo, quel giorno, Alberta. La frangia sugli occhi e il giaccone militare addosso, ha l’aria agguerrita mentre si avvicina all’entrata dell’università Statale di Milano. Lì uno sguardo la cattura: è quello di una donna più grande di lei, Annalisa, totalmente fuori contesto nei suoi vestiti eleganti e coi capelli freschi di piega. Poche parole e un sorriso. Ma a volte l’amicizia di una vita può nascere così, da un banale scambio di appunti. Loro sono due donne agli antipodi: Albi ha l’idealismo dei vent’anni, è sicura di sé e prende tutto ciò che vuole, Lisa invece è timida, madre di un’adolescente scontrosa, moglie di un uomo anaffettivo e forse ha ripreso a studiare per noia. Tra giornate spese sui libri e caffè rubati alle rispettive esistenze, le amiche si ascoltano, si capiscono e cambiano, condividendo via via anche l’insofferenza per il clima politico di quegli anni. Sono insieme il giorno del 1994 in cui Milano si riempie di ombrelli colorati, in un grande corteo contro la Destra al potere. Poi ancora, nel 2007, a volantinare per il nuovo partito che incarnerà la speranza. Nel frattempo sono cresciute. Con matrimoni in crisi, figli che se ne vanno e bambini appena nati, con qualche compromesso ma la forza di sempre. Perché Albi e Lisa, nonostante le delusioni, le battaglie perse e le ferite, non si lasceranno più. E ognuna a modo proprio, alla sua età e con la stessa bellezza, continuerà a lottare.

CHRISTIAN POGGIONI

La Buona novella
di Fabrizio De André

Voce e chitarra Marco Belcastro

Voce narrante Christian Poggioni

Promosso da Biblioteca Comunale di Inverigo

“Nella pietà che non cede al rancore, Madre, ho imparato l’amore”

La Buona novella di Fabrizio De André, basata sulla storia di Gesù Cristo raccontata dai vangeli apocrifi, è uno degli album più significativi nella storia della musica d’autore italiana, per la poeticità dei testi e la qualità delle melodie che raccoglie.

Lo stesso De André lo considerava una delle sue opere meglio riuscite: “I Vangeli apocrifi sono una lettura bellissima. Io considero il Vangelo il più bel libro d’amore che sia mai stato scritto. Ho scritto queste canzoni in pieno Sessantotto e resto convinto che abbiano una forte carica rivoluzionaria. Con la buona novella ho voluto dire ai miei coetanei di allora: guardate che le nostre stesse lotte sono già state sostenute da un grande rivoluzionario, il più grande della storia …

Marco Belcastro interpreterà le canzoni della Buona novella, accompagnandosi con la chitarra e alternandosi con Christian Poggioni, che introdurrà i brani e proporrà pensieri e aneddoti di Fabrizio De André.

Nel Milanese, tra il Ticino e l’Adda, durante tutto il ­medioevo e successivamente in epoca rinascimentale, sorsero numerosi castelli, a volte vere e proprie fortezze, ma spesso anche lussuose ed elaborate residenze di potenti ­signori che amavano circondarsi di una raffinata corte. Ponti levatoi, torri coronate da merli protettori e recinti murati costituivano le strategie di ­difesa più opportune. 
Ticino e Adda risultavano una efficace barriera contro eventuali attacchi nemici e non furono rari i casi di invasioni e aspri scontri, che videro opposte fazioni lottare fino allo stremo per il possesso del territorio e del relativo castello.
I più importanti e suggestivi castelli del Milanese sono sicuramente quelli dei Visconti, i quali proteggevano i loro domini attraverso un innovativo sistema di ­difesa disposto in prevalenza lungo il corso dei fiumi, sistema che rendeva borghi e villaggi meno esposti ai potenziali nemici e faceva dei fortilizi un importante punto di vigilanza.


Dal 5 al 21 giugno iniziative ed eventi per festeggiare insieme.
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Andrea Vitali 
LE BELLE CECE

Con Le belle Cece Andrea Vitali ci riporta nella Bellano degli anni Trenta, dove non succede mai niente e gli iperbolici ideali del regime non riescono a vincere gli intrighi e le scaramucce di paese. Gli esilaranti e improbabili personaggi di Vitali mettono in scena una giostra di comicità che, come sempre, rende la lettura dei suoi romanzi una piacevole compagnia.

Maggio 1936. 
Con la fine della guerra d’Etiopia nasce l’impero fascista. E Fulvio Semola, segretario bellanese del Partito, non ha intenzione di lasciarsi scappare l’occasione per celebrare degnamente l’evento. Astuto come una faina, ha avuto un’idea da fare invidia alle sezioni del lago intero, riva di qui e riva di là, e anche oltre: un concerto di campane che coinvolge tutti i campanili di chiese e chiesette del comune, dalla prepositurale alla cappelletta del cimitero fino all’ultima frazione su per la montagna. Un colpo da maestro per rendere sacra la vittoria militare. 
Ma l’euforia bellica e l’orgoglio imperiale si stemperano presto in questioni ben più urgenti per le sorti del suo mandato politico. In casa del potente e temutissimo ispettore di produzione del cotonificio locale, Eudilio Malversati, si sta consumando una tragedia. Dopo un’aggressione notturna ai danni dell’ispettore medesimo, spariscono in modo del tutto incomprensibile alcune paia di mutande della signora. Uno è già stato rinvenuto nella tasca della giacca del Malversati. Domanda: chi ce l’ha messo? E perché? Il problema vero, però, non è questo, bensì che fine abbiano fatto le altre. Dove potrebbero saltar fuori mettendo in ridicolo i Malversati, marito e moglie? Non essendo il caso di coinvolgere i carabinieri, per non mettere in giro voci incontrollabili, il Semola viene incaricato di risolvere l’enigma. Ma alla svelta e senza lasciare tracce, o le campane, questa volta, le suonerà il Malversati, con le sue mani, e saranno rintocchi poco allegri per la carriera del Semola.


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